Filippo Bentivegna

Filippo Bentivegna
Sciacca 1888-1967

Nasce in una famiglia di pescatori e contadini, emigra negli Stati Uniti tra il 1912 e il 1913, torna nel 1919 in Sicilia dopo avere subito un'aggressione e un trauma alla testa per motivi non bene identificati. Acquista tre ettari di terra fuori città, alle falde del monte Cronio, che trasforma nel suo “castello incantato” scolpendo per il resto della sua vita centinaia di teste in pietra disposte a semicerchio o ammassate in concrezioni piramidali, “creando una Bomarzo dialettale e inselvatichita”. Colora i volti di pietra con intonaco rosa e dipinge torri e grattacieli fantastici all'interno di una delle due casupole annesse al podere, dove conserva anche una gran quantità di sculture in pietra calcarea di dimensioni minori: accoppiamenti, grattacieli, pietre metamorfiche. Incide figure anche sui tronchi degli ulivi e realizza totem e bastoni multifallici in legno. Oltre che al “Castello incantato” visitabile presso Sciacca, le sue sculture si trovano presso la Collection de l'Art Brut di Losanna e in collezioni private siciliane.

Bibl.: G. Stocchi, Filippo Bentivegna, “L'Art Brut”, 9, Parigi 1973, pp. 59-62; G. Dorfles, Il giardino incantato di Filippo Bentivegna, Novecento, Palermo 1989; A. Lentini, La chiave dell'incanto. Avventura umana, arte e magaria di Filippo Bentivegna, Signore delle Teste, Pungitopo, Marina di Patti (Me), 1996; G. Ingarao (a cura di), Filippo Bentivegna, con testi di A. Lentini, E. di Stefano, L. Peiry, Progetto Ritratti d'artista, CLAC e Comune di Sortino, Palermo 2007; E. di Stefano, Pietre e sirene di Filippo Bentivegna, in Id., Irregolari. Art Brut e Outsider Art in Sicilia, Kalós, Palermo 2008, pp. 67-84, al quale si rimanda per una bibliografia completa dal 1955.

Video: Filippo dalle mille teste, 2008, 30', di Laura Schimmenti, progetto di CLAC, Playmaker e Comune di Sortino, POR SICILIA 2000-2006


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