Gilda Domenica

Gilda Domenica

Caltagirone 1937

Cresce in una famiglia dove non mancano vena artistica e capacità artigianale: il padre musicista suona nella banda municipale, la madre è sarta. Apprende taglio e cucito, ma è destinata a un'esistenza, inizialmente non facile per una serie di circostanze, di moglie e di madre. Rimasta vedova e con i figli ormai adulti lontani, diventa l'eccentrica e solitaria stilista di un guardaroba della fantasia, dedicandosi alla realizzazione di abiti e accessori bizzarri (scarpe, borse, cappelli etc.) e riciclando ogni tipo di materiale: giornali e carta da imballaggio, bottiglie di plastica e sacchi di patate, tappi di bottiglie e confezioni di pannolini etc. Sono creazioni, che riempiono ogni angolo della sua casa, che lei fa solo per sé e che indossa personalmente solo una volta all'anno. Le sue opere, insieme a una documentazione fotografica, sono presenti nella collezione del MACC di Caltagirone.

Bibl.: E. Bruno, Nelle notti di Gilda, in “Rivista dell'Osservatorio Outsider Art”, n. 3, ottobre 2011, pp. 60-69.
 
Referenze fotografiche Ritratto e foto 1, 2, 5: Enrica Bruno foto 3: courtesy MACC, Caltagirone. Foto Vincenzo Piluso foto 4: courtesy MACC, Caltagirone. Foto Andrea Annaloro foto 6: Enrica Bruno (foto originale Andrea Annaloro)


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